Comune di Ittireddu

Lettera del Dott. Paolo Fele , medico condotto di Ittireddu, a tutti i concittadini

Pubblicata il 11/03/2020

Comunicazione agli Ittireddesi.
Cari compaesani, come avrete già sentito da tutti i canali di informazione stiamo vivendo, in questo periodo, un’emergenza sanitaria particolarmente seria, quella del coronavirus COVID-19.
Di seguito alcune piccole informazioni che vi aiuteranno a capire meglio l’entità del problema e suggerimenti per cercare di evitare che si diffonda nel nostro piccolo centro:
 Il coronavirus, in generale, non è la prima volta che si affaccia nel mondo (basti ricordare l’epidemia del coronavirus nel 2002, denominata SARS dal nome della malattia). Purtroppo, però, questo virus è mutato nei suoi vari passaggi tra animali fino a diventare patogeno (infettivo) per l’uomo. Viene da sé che essendo un virus nuovo nessuna persona, al momento della sua comparsa, aveva già acquisito l’immunità per difendersi né tantomeno esisteva un vaccino con cui poter immunizzare le persone. Cosa significa questo? Significa che ogni persona esistente è un potenziale ospite e un più probabile vettore della malattia.
La malattia appunto. Questo virus provoca nella maggior parte dei casi una sindrome parainfluenzale lieve con febbre, stanchezza, tosse secca, congiuntivite, cefalea e dolori diffusi (non necessariamente tutti insieme), o addirittura decorre in maniera asintomatica, questo soprattutto nei soggetti più giovani e sani.
1 persona su 5 però necessita di assistenza ospedaliera specializzata, ovvero il 20% degli ammalati. Non è una cifra da poco, se ci pensate bene. E l’aspetto più tragico è che nella nostra Regione i posti sono limitati e gli ospedali pochi e distanti. Questo impedirà di poter curare tutte le persone che ne avranno bisogno se non riuscissimo a limitare la diffusione del contagio.
In alcune persone, infatti, (generalmente anziani o con patologie pregresse) i sintomi sono più severi fino a provocare polmoniti gravi con necessità di intubazione e in qualche caso anche la morte del paziente. Il tasso di letalità del virus complessivamente si attesta intorno al 3.8 % in Italia, ma se analizzassimo solo le fasce più a rischio la percentuale salirebbe fino al 8-14%. Il che vuol dire che, contestualizzando la cosa al nostro paese, avendo Ittireddu una sessantina di persone con oltre 70 anni e ipotizzando che il virus giri liberamente, ci potrebbero essere circa 8 decessi tra queste persone. E questo dato già drammatico di per sé si accompagna ad altro! Purtroppo c’è un ulteriore aspetto negativo dell’infezione: l’alta contagiosità del virus!
Infatti è stato calcolato che, potenzialmente, ogni persona infetta può contagiare 2 persone sane crescendo in maniera esponenziale ad ogni ciclo. Purtroppo essendo una variante completamente nuova non vi è argine, ripeto, legato a immunizzazioni da precedenti contatti o da vaccinazioni. Ciò porta inevitabilmente a un’impossibilità nell’autolimitarsi della malattia come avviene in tanti altri casi.
Quindi qui entriamo in gioco noi!
Cosa possiamo fare per arginare il problema? Innanzitutto rispettare il decalogo delle indicazioni di ministeriali:
  1. Lavarsi spesso le mani. Acqua e sapone sono già di per loro efficaci. È importante, però, lavarle accuratamente per almeno 1 minuto di orologio!
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute (non importa che siate madri, padri, fratelli, sorelle, figli o amici: se uno ha patologie respiratorie di qualsiasi tipo evitate i contatti).
  3. Evitare abbracci e strette di mano.
  4. Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro, ma se son di più è meglio.
  5. Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, se non si ha il fazzoletto prediligere la piega interna del gomito).
  6. Evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, prediligere l’utilizzo di bicchieri monouso.
  7. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  8. Arieggiare spesso gli ambienti di casa, non abbiate paura del freddo, ma della circolazione dei virus.
  9. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  10. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  11. Usare la mascherina e i guanti se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate, ma anche quando si esce a fare la spesa o si va dal medico e possibilmente anche a lavoro.
In secondo luogo e dal momento che siamo diventati, dalla giornata di oggi 10/03/2020, zona protetta come tutta l’Italia, possiamo limitare gli spostamenti e le uscite di case ai soli casi consentiti. Che sono unicamente per:
  1. Andare a lavorare e tornare da lavoro anche fuori dal proprio centro abitato sottoscrivendo un’autocertificazione
  2. Andare a fare la spesa per prodotti di prima utilità (non c’è carenza quindi non vi accalcate nei negozi, i magazzini sono stracolmi e possono far fronte a isolamenti di tre mesi). Non è contemplato però andare ad acquistare al di fuori del paese perché ci sono offerte più convenienti altrove o andare in più persone a fare la spesa. Sarebbe altresì utile che coloro che son considerate fasce a rischio per precedenti patologie (diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, malattie oncologiche) o per età, non andassero proprio a fare le compere, ma che si facessero portare da qualcuno a casa la spesa.
  3. Andare in strutture sanitarie solo quando la situazione lo richiede, ovvero per comprovata necessità urgente e non per problemi differibili.
  4. Rientrare al proprio domicilio.
In ogni caso, chi dovesse manifestare uno dei sintomi precedentemente scritti è invitato a contattarmi telefonicamente e a mettersi in autoisolamento volontario per 2 settimane, tenendo ben presente che non tutti i malesseri di stagione sono riconducibili al coronavirus, ma che le norme igieniche illustrate sono utili anche in caso di presenza di altri virus e che comunque per evitare psicosi tra le persone è meglio limitare la diffusione di qualsiasi malessere.
Tutte queste raccomandazioni sono stabilite per cercare di controllare il contagio, ma hanno scarsa efficacia se vengono ignorante anche solo da un gruppo sparuto di persone. È quindi fondamentale che il senso civico della popolazione richiami alla responsabilità individuale di ognuno facendosi carico delle necessità delle persone più fragili e vulnerabili e rispettando scrupolosamente quelle che sono le indicazioni ministeriali senza eccezioni alcune. Mai come stavolta nella vita della maggior parte di noi, ognuno è responsabile della salute della comunità e fare o non fare determinate cose o attuare determinati comportamenti può fare la differenza tra un’incivile e un responsabile.
Usiamo la testa e tutto andrà bene!                                                   
Dr. Paolo Fele
MMG di Ittireddu
 

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