Sa Corona Arrýbia

I venti Comuni

I venti comuni della Marmilla si adagiano su un’area centrale della Sardegna, collocata in posizione strategica al crocevia tra le fertili piane dei due Campidani, lungo i percorsi storici per i golfi di Cagliari e di Oristano, porti d’approdo privilegiati dagli antichi popoli del mare. Il luogo, vicino alle zone minerarie del massiccio del Linas da un lato, e del Monte Arci dall’altro, è da sempre un passaggio obbligato per la via del Gennargentu, in quanto terra di mezzo tra il Campidano e le Barbagie. Caratterizzato da verdi e dolci colline attraversate da molti corsi d’acqua, il territorio vanta numerose aree d’interesse naturalistico.

Come dimostrano le costanti e numerose testimonianze antropiche, la Marmilla è stata nei secoli una terra ambita. Oltre le frequenti tracce del Paleolitico, ancora poco valorizzate rispetto alla loro importanza, si contano una decina di domus de janas, cinque tombe dei giganti e oltre 120 nuraghi, di cui gran parte visitabili e, alcuni, gestiti da cooperative. sono innumerevoli invece gli insediamenti punici e romani sparsi nelle campagne e talora sovrapposti a quelli delle culture precedenti. Le chiese romaniche e gotico catalane costellano l’intero territorio. a testimoniare la floridezza dell’area nel Cinquecento sono gli oltre 20 retabli (retro tabula altaris), tra i più importanti della Sardegna.

Del Seicento rimangono 20 statue lignee in estofado de oro, e tante altre ridipinte, o più tarde, custodite nelle imponenti e ricche chiese spagnole, impreziosite dagli arredi marmorei policromi del settecento e ottocento di scuola genovese. Per valorizzare tanta ricchezza artistica, il territorio si è organizzato per gestire i propri siti culturali diversificati nell’offerta e specializzati dal punto di vista scientifico.